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L’esercito di terracotta

  • Ale_Iva
  • Aug 4
  • 6 min read

Ieri ha avuto inizio il nostro lungo viaggio attraverso la storia e i segreti dei luoghi più iconici di Xi’an, l’antica capitale dell’Impero cinese. Oggi ci concentreremo su un’altra celeberrima attrazione della città: l’esercito di terracotta, talvolta definito l’ottava meraviglia del mondo e riconosciuto come Patrimonio dell’UNESCO dal 1987.


Di Alessandra Ivaldi / 4.08.2026


Xi’an è oggi il capoluogo della provincia di Shaanxi, nella Cina Centrale, e costituisce un centro dall’incommensurabile valore storico, economico e culturale. È stata capitale dell’Impero cinese per molte dinastie imperiali e inoltre rappresentava il punto di partenza in Cina della Via della seta, il lungo percorso che in passato permetteva gli scambi commerciali fra l’Impero cinese, il Medio Oriente e l’Europa. Ciò rese Xi’an un importantissimo luogo d’incontro fra culture estremamente lontane e influenzò profondamente lo sviluppo della città a livello di costumi e tradizioni e sul piano architettonico. Se volete comprendere maggiormente l’importanza di Xi’an e scoprire alcune delle sue principali attrazioni, allora potete trovate il mio articolo di ieri su questo link. Oggi ci concentreremo su uno dei reperti archeologici più imponenti al mondo, ossia il Mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huang e il suo esercito di guerrieri di terracotta.


Innanzitutto, chi era Qin Shi Huang? È considerato il primo imperatore della Cina. Nel 221 a.C., con una serie di campagne militari, conquistò e unificò sotto il suo comando l’intera popolazione cinese, che fino ad allora era stata divisa in sette distinti stati. In tal modo fondò l’Impero cinese, che sarebbe sopravvissuto nel corso dei secoli fino al 1912, anno dell’abdicazione dell’ultimo imperatore della dinastia Qing.


Qin Shi Huang stabilì la capitale del suo nuovo impero a Xi’an e introdusse ufficialmente il titolo di Huangdi (imperatore) in Cina. Inoltre, sempre a lui vanno riconosciuti molti altri meriti: standardizzò il sistema di scrittura, di peso e misurazione e si premurò di introdurre una moneta unica per permettere gli scambi commerciali fra i diversi territori del suo ampio impero. Fondamentale fu poi la sua scelta di realizzare una barriera difensiva, quella che noi oggi conosciamo come la Grande Muraglia Cinese, la cui opera di edificazione si è naturalmente protratta nel tempo e non ha riguardato una sola dinastia imperiale.


E al di là di tutto questo, ciò che ha reso Qin Shi Huang una figura leggendaria nell’immaginario collettivo di tutto il mondo è il suo impressionante esercito di terracotta. Ma prima di arrivare a questo punto, bisogna fornire alcune spiegazioni, necessarie per comprendere i motivi che spinsero il grande imperatore a ordinare la realizzazione di un’opera così fuori dal comune.


Visuale dall'alto di una parte dell'esercito di terracotta
Visuale dall'alto di una parte dell'esercito di terracotta

Nei suoi ultimi anni di vita Qin Shi Huang si dedicò con grande solerzia alla ricerca della fonte dell’immortalità. Il desiderio di sconfiggere la morte divenne la sua ossessione. Spedì numerosi esploratori e lui stesso affrontò lunghi e perigliosi viaggi alla ricerca del luogo in cui doveva trovarsi la tanto ambita fonte. Per ironia della sorte, morì proprio durante uno di questi viaggi. Vi sono naturalmente diverse teorie relative alle possibili cause della sua morte. Secondo alcuni studiosi si sarebbe ammalato di un male incurabile durante i suoi pericolosi viaggi, secondo altri sarebbe stato ucciso da suo figlio Huhai, desideroso di salire al trono. La teoria più affascinante e diffusa, però, riguarda la possibilità che Qin Shi Huang possa essersi avvelenato da solo ingerendo del mercurio. Era infatti solito assumere mercurio su consiglio degli alchimisti di corte come metodo per allungare la vita.


Prima di morire, Qin Shi Huang aveva fatto costruire per sé e la propria famiglia il primo grande mausoleo imperiale della storia cinese, un complesso di dimensioni impressionanti. Si dice che i lavori di costruzione si fossero protratti per più di 38 anni. Il progetto di Qin Shi Huang era estremamente ambizioso: il mausoleo, collocato sotto terra, avrebbe dovuto essere una vera e propria replica sotterranea della capitale dell’Impero, in cui l’imperatore avrebbe proseguito la sua opera di governo anche dopo la morte. Da qui le sue incredibili dimensioni.


Il mausoleo era suddiviso in aree distinte, in modo da ricreare gli spazi di una città e la disposizione di un palazzo imperiale. Il corpo principale del mausoleo è situato sotto un tumulo tombale alto circa 76m, a forma di piramide tronca. La disposizione dell’intero complesso è basata sulla struttura dell’antica Xi’an, divisa in una zona interna al bastione fortificato e una esterna. Naturalmente la tomba vera e propria, dove ancora oggi giace il corpo di Qin Shi Huang, si trova nell’area interna ed è rivolta a est, nella direzione in cui sorge il sole.


Il mausoleo è così ampio, che alcune aree non sono ancora state esplorate dagli archeologi. Fra queste vi è anche la tomba stessa di Qin Shi Huang, che rimane tuttora un luogo misterioso e irraggiungibile. Secondo le testimonianze giunte fino a noi, si pensa che il soffitto di questa zona del mausoleo sia costellato di gemme a riproduzione del sole, della luna e delle stelle nel cielo. Al di sotto di questo, ampie aree colme di mercurio simulerebbero i fiumi, i laghi e i mari della Cina. Infine, la tomba doveva essere illuminata da candele ad olio che, secondo le credenze dell’epoca, non si sarebbero mai spente, in modo tale da illuminare per sempre il luogo di riposo dell’imperatore. Secondo i dati forniti dai moderni sistemi di rilevamento da remoto, le profondità sotterranee del mausoleo contengono effettivamente una quantità insolitamente alta di mercurio, il che confermerebbe la veridicità della descrizione giunta fino a noi della spettacolare tomba di Qin Shi Huang.


All’interno del mausoleo l’imperatore doveva essere circondato da servitori fedeli e da un’armata pronta a difenderlo anche nell’aldilà. Ecco il motivo per cui si rese necessaria la costruzione del famosissimo esercito di terracotta. Si tratta di un’opera impressionante, che sembra uscita direttamente da un sogno: una moltitudine di guerrieri di terracotta a grandezza naturale, vestiti con corazze e dotati di armi di bronzo. Ad oggi ne sono stati riportati alla luce circa 8000, ma in origine dovevano essere stati molti di più. Ad essi si aggiungono 18 carri e circa 100 cavalli, anch’essi di terracotta. Tutte queste statue erano originariamente colorate, il che li rendeva ancora più realistici. Tuttavia, a contatto con l’aria la lacca usata per i colori si è staccata e per questo motivo oggi i guerrieri appaiono tutti della stessa tonalità.


A rendere l’esercito particolarmente affascinante, o quasi inquietante, è il realismo dei dettagli. Ogni statua presenta una propria espressione e caratteri diversi. Ogni guerriero è un individuo a sé, ma fa parte di un unico gigantesco corpo. Un tale esercito rappresenta un esempio unico al mondo ed è anche uno dei primi casi storicamente attestati di statue umane a grandezza naturale in Cina. Alcuni studiosi ipotizzano che Qin Shi Huang abbia osservato e preso ispirazione per la sua opera da statue greche, che furono introdotte in Asia con le conquiste di Alessandro Magno. Infatti, statue di uomini a grandezza naturale, precise nella rappresentazione dei dettagli anatomici, costituivano un elemento caratteristico dell’arte greca antica, ma non erano ancora presenti sul territorio cinese all’epoca di Qin Shi Huang.


Un guerriero di terracotta da vicino
Un guerriero di terracotta da vicino

Oltre ai famosissimi guerrieri, però, all’interno del mausoleo di Qin Shi Huang si trovano anche statue raffiguranti personaggi di tutt’altro genere, come cortigiani e giullari, che dovevano intrattenere l’imperatore nell’aldilà.


L’impatto visivo dell’imponente e silenzioso esercito di terracotta su qualsiasi visitatore è innegabile e non c’è da stupirsi se nel corso degli anni si sono diffuse le più svariate leggende a tal proposito. Sono innumerevoli i film e i romanzi d’avventura ispirati all’esercito di Qin Shi Huang. Tuttavia, pochi sanno che all’interno del mausoleo non si trovano soltanto le spoglie dell’imperatore. Attorno al cuore del mausoleo, sono stati rinvenuti diversi pozzi sepolcrali. Al loro interno sono stati ritrovati resti umani di persone che probabilmente facevano parte della famiglia imperiale. Ed è proprio qui che si apre un nuovo capitolo carico di mistero, perché all’interno di uno di questi pozzi sono stati ritrovati alcuni resti di donne, brutalmente mutilati. Si ipotizza che appartengano alle numerose concubine di Qin Shi Huang, il quale non scelse mai ufficialmente un’imperatrice fra le molte donne del suo harem. Ma perché i loro resti subirono una tale violenza?


La risposta a tale domanda rimane tuttora un grande mistero, anche se gli studiosi hanno avanzato diverse teorie. Alla morte di Qin Shi Huang, per scongiurare il rischio di una rivolta da parte dei nemici della dinastia Qin, il cancelliere Li Si, braccio destro e consigliere dell’imperatore, tenne inizialmente segreta la notizia dell’avvenuto decesso. Nella sua disperata ricerca dell’immortalità, Qin Shi Huang non aveva mai redatto un testamento, ma ci si aspettava che dopo la sua morte il trono sarebbe passato al suo figlio maggiore, Fusu, avverso a Li Si. Quest’ultimo quindi elaborò un piano per sbarazzarsi di Fusu e consegnare il trono a Huhai, uno dei figli più giovani di Qin Shi Huang.


Il piano funzionò: Huhai eliminò il proprio fratello e grazie a un falso testamento divenne il secondo imperatore della dinastia Qin, prendendo il nome di Qin Er Shi. Secondo alcune teorie, per timore di dover affrontare altri contendenti al trono, Huhai fece trucidare di nascosto tutte le concubine di suo padre. Queste ultime infatti costituivano un potenziale pericolo per lui, poiché avrebbero potuto portare in grembo altri figli maschi di Qin Shi Huang, oppure cercare di far valere il diritto alla successione di altri figli già nati.


Non sapremo mai cosa accadde realmente e gran parte dei misteri che circondano lo stupefacente mausoleo di Qin Shi Huang sono destinati a rimanere tali, continuando a suggestionare l’immaginario popolare anche nel futuro.


Pensate che a questo punto il nostro viaggio fra le meraviglie di Xi’an sia concluso? Ebbene, vi sbagliate di grosso, poiché domani ci attende il terzo capitolo di questo lungo e affascinante viaggio nel tempo. Non perdetevi il prossimo articolo!

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